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Posted by on 16 Lug, 2016 in news |

Troppo poveri per essere italiani: la via crucis degli studenti stranieri

Troppo poveri per essere italiani: la via crucis degli studenti stranieri

Che l’Italia è un paese spesso illogico ed incivile non è una novità. Ma la legislazione nazionale su studenti non comunitari che vivono e studiano in Italia è davvero paradossale.

Chi solo le vittime di questo perverso gioco? Gli studenti stranieri figli di famiglie non ricche, che devono sgobbare lavorando per pagarsi gli studi, rischiando pure di diventare formalmente illegali, costretti a scegliere tra studio e permesso di soggiorno.

Infatti i permessi di soggiorno, concessi per motivi familiari a chi è minorenne, raggiunta la maggiore età vengono trasformati in documenti per motivi di studio. In questo caso, ogni anno occorre fare file interminabili in questura per dimostrare di essere ancora studenti. E se non sono più studenti, devono dimostrare di percepire un reddito. Per non parlare del sogno di tutti questi ragazzi, quello della cittadinanza italiana. Miraggio quasi impossibile da ottenere.

Riportiamo la storia di Ait Yahia, 24 anni, resa pubblica da L’Espresso. Vive in Italia da piccolissima, studia giurisprudenza, per cinque anni è stata pioniera della Croce rossa e ora è presidente di un’associazione interculturale giovanile. Di lei si può dire tutto tranne che non sia integrata.

Per lo Stato però non è sufficiente: la settimana scorsa si è recata in prefettura a chiedere aggiornamenti sulla sua pratica per l’ottenimento della cittadinanza. E’ stata semplicemente respinta. «Il suo non profilo non raggiunge il reddito minimo per poterla ottenere. Sarebbe meglio, signorina, che lei andasse a lavorare invece di frequentare l’università», le ha detto l’impiegata.

«E’ stata una giornata umiliante. Mi sono sentita rifiutata da uno Stato che ho sempre considerato mio», racconta Ait Yahya ai microfoni de L’Espresso, «Sono stata colta da un attacco di panico perché in quell’istante ho visto tutti i miei sogni frantumarsi. Non potete avere idea di cosa si provi a sentirsi non degni di essere italiani perché troppo poveri».